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Deliverability: il fattore umano
La deliverability, ovvero la "buona consegna" delle mail alle caselle dei propri destinatari è il primo obiettivo di ogni email marketer. Per raggiungerlo occorre considerare diversi fattori, alcuni dei quali
dipendono dalla piattaforma di invio, altri dal cliente mittente. ContactLab è dotata di una serie di caratteristiche tecniche e di certificazione volte proprio
a migliorare la deliverability. Tra i fattori su cui il cliente può intervenire direttamente citiamo:
- Tecnico: la struttura dell'html della mail. La presenza di immagini senza testo o di solo testo linkato alza il punteggio assegnato al messaggio da molti software antispam.
- Contenutistico: la scelta della parole nell'oggetto, nel corpo o anche nel nome del mittente.
- Umano: la frequenza con la quale si vuole inviare e il comportamento che il destinatario adotta dopo aver letto la nostra mail.
In questo articolo parliamo dell'ultimo fattore, quello umano, che spesso si tende a sottovalutare ma che invece sta assumendo sempre più importanza.
Se un utente ricevendo la nostra mail la seleziona e clicca sul pulsante "Spam" della sua webmail, segnala al suo provider che questo messaggio è indesiderato. Bastano pochissime
di queste segnalazione perché il mittente (o meglio il suo indirizzo IP) venga considerato come "spammer" e bloccato. Le nostre mail non arriveranno più agli utenti di quel provider
e al mittente non arriverà mai alcun avviso o messaggio di errore. Come evitare che questo accada? Ecco qualche suggerimento...
Farsi riconoscere
Il vostro destinatario deve capire immediatamente che il messaggio che ha ricevuto proviene da voi. Si è iscritto a un vostro servizio quindi si presume che si fidi di quello
che su sua richiesta gli state facendo recapitare. Il nome e l'indirizzo del mittente e l'oggetto della nostra mail devono far capire subito chi siamo e che cosa gli abbiamo inviato.
Inviare solo messaggi richiesti
L'efficacia della nostra comunicazione sta nel fatto che il destinatario ci abbia richiesto di ricevere quel tipo di contenuto.
Quindi curiamo sempre il contenuto della nostra mail in modo che sia interessante e il più vicino possibile a quanto richiesto in fase di iscrizione al servizio.
Fare in modo che l'utente possa disiscriversi con facilità
Se il destinatario non riesce immediatamente e in un solo passaggio a cancellarsi dal servizio, opterà per la via più semplice: marcherà il messaggio come spam per non riceverne più!
Il meccanismo di disiscrizione deve prevedere un solo click e il link deve essere ben visibile. Recentemente sono stati fatti dei test inserendo il link di unsubscribe sia in fondo al messaggio che in cima, con risultati interessanti.
Posizionare il link in alto può sembrare controproducente: alcuni obiettano che possa mostrare insicurezza sulla qualità della propria comunicazione.
In realtà può essere un punto di forza: sono talmente sicuro del valore della mail che ti sto mandando che ti rendo facilissimo cancellarti, tanto so che non lo farai!
Link correlati:
- Sfruttare la Blacklist per migliorare la deliverability
- Articolo su Email Marketing Reports sul link di unsubscribe (in inglese)
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